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Alcol

La dipendenza dall’alcol è spesso associata a momenti di maggiore vulnerabilità, ad ansia e depressione. I disturbi che derivano dall’uso di alcol sono definiti con il termine di “alcolismo”. La dipendenza dall’alcol è caratterizzata dalla perdita del controllo sul suo consumo: riuscire ad ottenerlo e ad assumerlo diventa uno dei principali obiettivi dei bevitori, che continuano a bere nonostante siano consapevoli dei problemi provocati da tale comportamento. Molte persone che fanno un uso eccessivo di alcol presentano, oltre a segni tipici come iperemia congiuntivale (occhi iniettati di sangue) e lingua impaniata (patina sulla lingua), anche altri problemi di salute fisici e psicologici, e tale uso spesso influisce negativamente sulla vita familiare e sui rapporti sociali e lavorativi.
Gli strumenti di valutazione dell’alcolismo sono molteplici e vanno da brevi interviste di screening da parte di operatori sanitari, a valutazioni approfondite di diverse tipologie di funzioni psicosociali.
Nel feto l’assunzione cronica ed eccessiva di alcol può provocare la sindrome alcolica fetale che può comportare, nel bambino, la presenza di malformazioni facciali e un ritardo mentale o dello sviluppo.
Gli interventi contro la dipendenza da alcol possono essere trattamenti individuali ma anche interventi sociali come la riduzione della disponibilità e l’aumento del prezzo degli alcolici. Di particolare importanza risulta l’informazione sui rischi della dipendenza dall’alcol che concentra l’attenzione sui problemi provocati dall’alcol (es. incidenti stradali, perdita di produttività, violenza e malattie come cancro, cirrosi epatica, danno cerebrale e cardiopatie).

Per quanto riguarda le tipologie di trattamento per la dipendenza da alcol gli Alcolisti Anonimi costituiscono il trattamento più vecchio, più conosciuto e maggiormente diffuso.
Esistono anche terapie farmacologiche il cui successo è però legato, nella maggior parte dei casi, alla motivazione a smettere di bere. Ci sono anche alcune sostanze efficaci nel ridurre il consumo di alcol e la gravità della sindrome da astinenza, funzionando come “sostitutivo” simile a quello del metadone nel trattamento della dipendenza da eroina.
La terapia cognitivo-comportamentale, che insegna ai pazienti come gestire e controllare le reazioni all’ambiente e alla società, ha sicuramente effetti positivi con i bevitori non-dipendenti e può essere somministrata sia in un contesto di gruppo che individualmente.

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