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Patologie croniche, meno burocrazia in Sardegna e Veneto

CAGLIARI, 10 FEBBRAIO 2009 - Sono il Veneto e la Sardegna le uniche regioni italiane ad applicare la legge 80 del 2006 che semplifica la vita ai cittadini affetti da patologie croniche o destinate ad aggravarsi: appena il 10 per cento delle regioni, contro un 90 per cento che costringe i pazienti a periodiche visite e lungaggini burocratiche che costano milioni di euro alle casse dello Stato. E' questo il risultato di un'indagine condotta dall'Associazione nazionale Infezioni osteoarticolari, Anio, che conferma quanto gia' denunciato da Cittadinanzattiva nel Rapporto Pit Salute. "Anche se avrebbero diritto ad una norma che semplifica la loro vita, molti cittadini continuano ad essere ingiustamente chiamati a visita per vedere riconfermata una patologia che purtroppo non potra' migliorare", denunciano le associazioni. "La legge 80 - spiegano in un comunicato - prevede infatti che tutte le persone affette da patologie o menomazioni destinate ad aggravarsi o stabilizzate, e indicate in un apposito elenco, non devano essere piu' sottoposte alla "chiamata" periodica da parte delle commissioni Invalidita' delle Asl per vedersi accertato il proprio stato di salute. Ma questa procedura, che dovrebbe essere
effettuata d'ufficio, risulta essere ignorata in quasi tutte le Regioni italiane". Nel dettaglio i dati forniti da Anio e Cittadinanzaattiva, parlano chiaro: "Su 20 tra Regioni e Province autonome, con oltre 180 uffici invalidi delle Asl, solo il 45 per cento ha conoscenza del decreto, il 10 per cento lo attua e ad avere chiarezza dei contenuti e delle norme di applicazione e' solo il 15 per cento. Nel 90 per cento dei casi quindi, i cittadini vengono richiamati a visita annuale, e fino al completo espletamento delle pratiche vedono sospesa ogni forma di sostegno economico e sociale.
Insomma, al danno si aggiunge la beffa - commentano le associazioni -.E per questo motivo, insieme ad altre organizzazioni che vanno dai malati di Alzheimer ai diabetici, agli asmatici e a tantissimi altri,abbiamo deciso di lanciare una campagna di mobilitazione e informazione, anche attraverso i siti delle nostre associazioni, per "mettere in mora" le singole Asl per la corretta applicazione di quanto previsto dalla legge, mentre le organizzazioni coinvolte si faranno promotrici di azioni legali sul territorio". "Quello che ci fa piu' specie", hanno dichiarato Teresa Petrangolini e Girolamo Calsabianca, segretario generale di Cittadinanzattiva e Presidente di Anio, le due associazioni capofila della mobilitazione, "e' il
constatare che esistono pezzi di pubblica amministrazione che,nonostante i richiami ufficiali, continuano a seguire logiche proprie,ignorando leggi dello Stato, in una sorta di impunita' diffusa. Oltretutto, in un periodo di crisi globale, ci irrita ancora di piu'vedere come, da una parte si chiede ai cittadini di rinunciare a prestazioni fondamentali per ripianare i conti dello Stato, e dall'altra si continuano a sprecare soldi, proprio sulla pelle delle persone".

(Fonte Agi, 9 febbraio 2009)