OLBIA, 08 DICEMBRE 2009 – Cambiano le droghe e anche i medici si adeguano e vanno in discoteca: “il volto delle città cambiano e con loro i nostri giovani, come medici abbiamo il dovere di aggiornare il nostro modo di operare”. Ne è convinto Salvatore Carai, direttore del Servizio delle Dipendenze della Asl di Olbia, a cui il Ministero della solidarietà sociale ha finanziato un progetto biennale dal titolo “interventi per la prevenzione selettiva in materia di nuove droghe”.
Cambiano i giovani, le droghe diventano sintetiche e l’età di assunzione è sempre più bassa, “bisogna intervenire nei luoghi maggiormente frequentati per fare prevenzione, spiegare i rischi, trasmettere informazione affinché i giovani capiscano a cosa vanno incontro”, spiega Carai. Che ha realizzato un progetto, finanziato per intero dal Ministero (intervento di circa 80mila euro per un periodo di due anni di attività), che prevede la costituzione di un apposita equipe, composta da uno psicologo e un educatore, che il venerdì e il sabato notte, da mezzanotte sino all’alba, programmeranno delle visite nelle discoteche più frequentate della Gallura, partecipando anche a concerti e feste di paese.
Un progetto che coinvolgerà non solo medici e infermieri dei Pronto Soccorso, gli operatori del 118 e delle guardie mediche e turistiche, ma anche le forze dell’ordine, e, soprattutto, il personale e i titolari dei locali notturni. Quindi Pr, disk-jockey, barman, la Security: tutto quel personale che, in un modo o nell’altro, entra in contatto coi giovani e per primi si possono rendere conto degli atteggiamenti sbagliati. “L’evento delle droghe sintetiche, psicostimolanti, insieme e sostanze più tradizionali come alcol e cannabis, coinvolgono fasce di popolazione sempre più giovane”, spiega il direttore del Serd.
ALCUNI NUMERI
Dall’ultimo studio dell’Istat sulle abitudini della popolazione, risulta che complessivamente il 18% dei guidatori abituali (persone di 18 anni e più che guidano l’auto almeno qualche volta alla settimana) ha un comportamento di consumo a rischio rispetto all’alcol. Comportamento che si associa spesso all’abitudine ad andare nelle discoteche e luoghi in cui si balla.
“Si tratta di comportamenti più diffusi proprio laddove ci sono occasioni di incontro e socializzazione: da noi in Gallura un simile atteggiamento si riscontra nelle zone costiere, in particolare in Costa Smeralda, là dove la vetrina internazionale di vip e personaggi dello spettacolo spesso viene presa dai giovanissimi come modelli di riferimento da imitare”, spiega Carai.
Tra chi frequenta assiduamente le discoteche (più di 12 volte nell’anno) la quota di quanti dichiarano un comportamento di consumo a rischio è più alta: sono il 35,1% (rispetto al 24,2% di coloro che non vanno in discoteca); a questi numeri va poi ad aggiungersi un’altra drammatica percentuale: il 19% degli 11enni ha già avuto un primo contatto con l’alcol.
Il sindacato italiano locali da ballo, Silb, ha ipotizzato che in Italia i potenziali sperimentatori di droghe sintetiche possano aggirarsi tra i 3.000 e i 5.000: sono oltre 85.000 i giovani tra i 15 e i 25 anni che hanno uno stile di vita il cui divertimento è improntato sul consumo di sostanze stupefacenti e alcol.
IL PROGETTO
“Con questo progetto – spiega Carai – vogliamo raggiungere tutte le persone che hanno delle dipendenze: queste nuove droghe fanno meno paura e, in particolare i giovani, hanno difficoltà ad ammettere di avere un problema, solo se costretti si rivolgono al Servizio delle Dipendenze per essere aiutati. Ma a fronte della realtà attuale la formazione del personale delle discoteche, l’aggiornamento e la sensibilizzazione delle forze dell’ordine non sono aspetti da trascurare là dove si vogliono realizzare politiche preventive indirizzate ai giovani clienti. Avere una formazione specifica, permette infatti di riconoscere tempestivamente i segnali di rischio e quindi consente di intervenire precocemente nelle situazioni di difficoltà in cui potrebbero trovarsi i ragazzi”, aggiunge Carai.
Il progetto della Asl di Olbia intende promuovere stili di vita sani e un divertimento sicuro e di qualità, attraverso azioni basate su messaggi positivi che sottolineino la responsabilità delle scelte.
Il progetto, che verrà avviato sin da gennaio 2010, prevede il consolidamento della collaborazione tra il personale sanitario dei Pronto Soccorso della Asl di Olbia, degli operatori del 118, delle guardie mediche e turistiche, di tutte le forze dell’ordine, di tutti i responsabili e il personale delle discoteche.
Sono previsti dei corsi di formazione, rivolti in particolare agli operatori della notte, al fine di trasmettere un bagaglio di conoscenze che consentano di intervenire e riconoscere eventuali situazioni a rischio.
I corsi riguarderanno informazioni sulle sostanze psicoattive, la classificazione e le possibili interazioni tra sostanze, normative dei locali da ballo, gli adolescenti e il collegamento tra divertimento e trasgressione.
Gli interventi dell’equipe del weekend saranno organizzati sulla base della tipologia del locale e del target che lo frequenta e prevede diffusione di materiale informativo e allestimento di info point, ma anche distribuzione gratuita di acqua e profilattici, per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmettibili, e rilevazione del tasso alcolico con l’utilizzo dell’etilometro.