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Cannabis

La canapa indiana è capostipite della famiglia delle cosiddette "droghe leggere". Assunta per via orale, o fumata, la canapa provoca, dopo trenta - sessanta minuti, una sensazione di secchezza alla gola, sete e midriasi. Anche i sensi si possono alterare; vista, udito, odorato, tatto e gusto diventano più acuti. Tali sintomi precedono di poco una fase di eccitazione sensitiva e motoria i cui aspetti variano soggettivamente, anche in rapporto alle circostanze ambientali.

Il Ministero della Sanità - Ufficio Centrale Stupefacenti - con D.M. 23 agosto 1977 - G.U. n. 242 del 6 settembre 1977 ha inserito i derivati della cannabis nella Tabella II^ prevista dall'art. 11 della legge 22 dicembre 1975 n. 685 (ora art. 13 del T.U. 309/90). Questa Tabella è dedicata esclusivamente alla classificazione degli psicotropi prodotti con la canapa indiana considerati, a torto, "droghe leggere".

Effetti farmacologici immediati:
- senso di benessere, euforia;
- piacevole stato di rilassamento;
- attivazione sensoriale; amplificazione delle percezioni e delle sensazioni.

Effetti a breve termine:
- incremento nell'appetito;
- incremento nel battito cardiaco;
- arrossimento degli occhi;
- durante il permanere degli effetti, le facoltà intellettuali (ad esempio, memoria a breve termine, ragionamento logico) e fisiche (ad esempio, la guida od altri compiti complessi) risultano alterate;
- in uno stadio successivo si raggiunge uno stadio di rilassamento;
- dosi molto alte di cannabis possono provocare effetti comparabili a quelli degli allucinogeni (confusione, agitazione, eccitazione ed allucinazioni) che possono causare ansietà o sfociare in episodi psicotici.

Effetti a lungo termine:
- possibile dipendenza psicologica;
- perdita di motivazione ed interesse durante attività prolungate.