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Ecstasy

L'ecstasy è una sostanza psicoattiva sintetica che contiene le proprietà sia delle droghe stimolanti (come amfetamina) che degli allucinogeni (come LSD). Genera maggior capacità di comunicare con gli altri, aumento del desiderio sessuale, potenziamento delle sensazioni e delle percezioni ma provoca esperienze depersonalizzanti, lievi disturbi delle percezioni sensitive nonchè, a volte, stati di psicosi con allucinazioni della durata di diverse ore e insonnia pronunciata.

E' inserita nella Tabella I prevista dall'art. 11 della legge 22 dicembre 1975 n. 685 (ora art. 13 del T.U. 309/90). Anche quelle, tra le cosiddette "ecstasy like", individuate più recentemente sono state inserite nella stessa Tabella per effetto di successivi provvedimenti del Ministero della Sanità. Nella Tabella I sono comprese le cosiddette "droghe pesanti", cioè le sostanze che producono effetti sul Sistema Nervoso Centrale e che hanno capacità di determinare dipendenza fisica o psichica nell'assuntore.

L'ecstasy causa danni spesso a lungo termine ad aree del cervello che sono importanti per il pensiero e la memoria. In un recente esperimento è stato dimostrato che quattro giorni di esposizione a questa sostanza provocano danni che persistono per anni.

Effetti ricercati:
- sensazione di vicinanza emozionale verso gli altri (empatia), facilità di comunicazione ed aumentata socialità;
- aumento dell'energia fisica ed emozionale.

Effetti a breve termine:
- stanchezza e talvolta depressione al momento della sospensione dell'utilizzo;
- a dosi maggiori, insonnia, ansietà e forti allucinazioni visive ed uditive;
- nausea e vomito;
- aumento della pressione e del ritmo cardiaco; morte per ictus.

Effetti a lungo termine
L'utilizzo regolare e prolungato può causare gli stessi effetti a lungo termine degli stimolanti sintetici, inclusi i danni al cervello dovuti alla sua neurotossicità e danni al fegato.