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POLITICHE SOCIALI DELLA SARDEGNA
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La rete

I servizi socio-assistenziali del territorio sono chiamati ad assicurare risposte di tutela della salute psico-fisica del minore presunta vittima di episodi di violenza.
Le prestazioni di tipo socio-assistenziale al minore ed alla famiglia devono essere costantemente integrate con quelle di tipo sanitario, in un'ottica di intervento "globale" della rete dei servizi, che assicuri risposte tempestive ai bisogni emergenti, valorizzando le risorse e l'apporto delle diverse professionalità coinvolte ed evitando la sovrapposizione delle iniziative.
Gli operatori dei servizi sanitari possono entrare in contatto con il fenomeno attraverso la constatazione di lesioni oppure attraverso una anamnesi sospetta. Abilità chiave dell'operatore sanitario sono il riconoscere, diagnosticare, trattare e riferire i casi di violenza familiare. Quando i bambini si presentano con una positività anamnestica per violenza o per sospetti abusi fisici, non si può ignorare la possibilità che la madre che li accompagna sia soggetta a sua volta a violenza.
I bambini testimoni di violenze sono conosciuti come le vittime silenziose o invisibili. E' dimostrato che tali bambini sono a rischio come i bambini vittime dirette di violenza.

I segnali di disagio e le richieste di aiuto da parte del minore sono spesso raccolti, in prima istanza, dagli operatori dei servizi educativi e scolastici, pubblici e privati, che vengono a contatto con il minore nel suo percorso di crescita.
Benché altri siano gli operatori competenti a prendere in carico il caso, è auspicabile che siano diffuse anche presso gli operatori dei servizi educativi e scolastici le conoscenze necessarie a riconoscere, rilevare e raccogliere tempestivamente le richieste di aiuto, nonché i riferimenti necessari per attivare in tempi brevi, attraverso il coinvolgimento degli operatori sociali e sanitari competenti, un percorso di approfondimento della situazione e le misure di protezione eventualmente necessarie.

Il Tribunale per i Minorenni ha funzioni di tutela del minore in tutte le situazioni di pregiudizio ascrivibili a comportamenti dei genitori o di familiari a cui il minore è affidato. Può disporre un'indagine per chiarire i contenuti di eventuali segnalazioni, può dettare prescrizioni alla famiglia, con possibilità, nei casi più gravi, di decidere l'allontanamento del minore dal nucleo.