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POLITICHE SOCIALI DELLA SARDEGNA
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Al via un nuovo sistema integrato

Piani locali sociali
Con la Legge Regionale n. 23 del 23 dicembre 2005 la Regione Sardegna, in applicazione della Legge quadro n. 328/2000, ha iniziato un processo di cambiamento nella prospettiva dell'integrazione dei servizi e degli interventi socio-sanitari e socio-assistenziali.
Le azioni per qualificare il sistema di welfare prevedono lo sviluppo di interventi di livello regionale, e di competenza della Regione, volte a sostenere lo sviluppo qualitativo del sistema di welfare della Sardegna, in particolare nella impegnativa fase di transizione verso il nuovo sistema integrato di servizi alla persona.
Esse riguardano sia aspetti problematici sui quali l'intero sistema nazionale di welfare è impegnato, sia azioni specifiche volte a superare difficoltà proprie della realtà isolana.

Il nostro sistema di welfare è la concreta espressione della cultura regionale del prendersi cura, dell'impegno solidale, del dare risposte ai bisogni primari. Grazie a tale cultura la partecipazione e la responsabilità hanno trovato e dato nel tempo soluzioni concrete ai bisogni umani fondamentali.
Il quadro generale in cui si colloca la strategia programmatoria è rappresentato da un sistema istituzionale molto articolato: la Regione, 377 Comuni, le Province.
La particolare configurazione territoriale comporta una notevole distribuzione della popolazione nel territorio; la densità è di 68 persone per kmq, per un totale all'1.1.2003 di 1.637.639 residenti (2,8% della popolazione italiana) e 585.762 famiglie. Il 42% della popolazione risiede in soli 14 comuni di ampiezza demografica superiore ai 20 mila abitanti. Secondo i dati Istat al 31 dicembre dello stesso anno la popolazione ha registrato un incremento pari allo 0,3%.
Le aziende sanitarie locali sono 8, articolate in 23 distretti. Esse, insieme con i comuni, sono chiamate a garantire servizi equamente distribuiti nel territorio, tenendo conto dei bisogni, della domanda e delle risorse per governare l'offerta di servizi.

L'organizzazione dei servizi sanitari e sociali nel territorio si basa su un impegno considerevole di risorse economiche, umane e strutturali. Ma non è solo il valore economico, professionale e strutturale a rappresentare l'impegno regionale nell'area dei servizi alle persone.
È anche l'incontro tra diritti e doveri degli interessati (persone, famiglie, volontariato organizzato, associazionismo di impegno sociale, imprese non profit) che rappresentano altrettanti centri di responsabilità essenziali per la vita sociale ed economica della nostra regione. Le persone portatrici di bisogni e di diritti devono essere considerate risorse attive indispensabili per la costruzione del benessere comune.