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POLITICHE SOCIALI DELLA SARDEGNA
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Il percorso nascita

La programmazione del percorso di assistenza alla nascita è finalizzata a garantire, durante la gravidanza, il parto e il puerperio, livelli essenziali e appropriati di prevenzione, di assistenza ostetrica e pediatrica/neonatologica, sull'intero territorio regionale, attraverso una organizzazione in rete, articolata per diversi livelli di intensità assistenziale con differenti caratteristiche strutturali e tecnologiche dei presidi e competenze professionali. Nel 2005 in Sardegna l'assistenza è stata erogata da un numero elevato di punti nascita (19 presidi ospedalieri pubblici e 4 case di cura private), con volumi di attività estremamente diversificati.

L'obiettivo che la Regione si pone è quello della riorganizzazione della rete dei punti nascita secondo le indicazioni del Progetto Obiettivo Materno Infantile nazionale, adattandole alla specificità della situazione regionale e prevedendo la possibilità di procedere alla sperimentazione di modelli organizzativi di erogazione dell'assistenza già utilizzati in altre regioni. Tali modelli prevedono una forte integrazione tra più strutture ospedaliere (caratterizzate da diverse presenze di specialità appartenenti all'area funzionale materno infantile) nonché tra strutture ospedaliere e territorio (si pensi ad esempio alle case di maternità, o alla possibilità di dipartimenti interpresidi).
Si tratta in ogni caso di disegnare una rete di punti nascita che sia in grado di garantire tempi rapidi di accesso e, al contempo, massima sicurezza della madre e del bambino attraverso un'adeguata presenza delle necessarie figure professionali.

Nell'ambito del percorso di assistenza alla nascita si vuole rafforzare il ricorso alle attività consultoriali, anche facilitandone l'accesso e garantendo la continuità del percorso nella presa in carico dell'intero ciclo della gravidanza, del parto e del puerperio.
Per tali ragioni dovranno essere avviate o potenziate tutte le azioni che promuovano la fisiologicità dell'evento e gli aspetti umani, comunicativi e relazionali cercando di evitare il ricorso, molto spesso improprio, al taglio cesareo. In Sardegna, infatti, si osserva una incidenza del taglio cesareo superiore ai dati nazionali: si ha infatti una percentuale di parti cesarei in costante incremento con valori medi regionali che sono passati dal 37% dell'anno 2003 a quasi il 39% del 2005. Si ricorda che l'OMS raccomanda l'uso del taglio cesareo nel 10-15% dei casi, ponendo questa percentuale come uno degli indicatori per misurare la qualità delle cure alla nascita.

Assistenza al parto e al puerperio
Gli obiettivi che la Regione si propone di raggiungere nell'ambito dell'assistenza al parto e al puerperio sono:
- la definizione di protocolli operativi per la riduzione del ricorso al parto cesareo, quando non motivato da esigenze cliniche e di sicurezza della madre e del bambino;
- l'adozione di interventi rivolti alla umanizzazione dell'assistenza alle donne;
- l'attivazione di percorsi specifici per le donne straniere nel rispetto delle diverse culture di appartenenza anche mediante gli interventi di mediazione culturale da realizzare attraverso iniziative di formazione degli operatori;
- la formazione degli operatori su comunicazione della diagnosi e primo sostegno ai genitori in caso di nascita di un bambino con deficit;
- l'immediata attivazione di percorsi di supporto alla famiglia, anche con la collaborazione delle associazioni dei familiari, in caso di nascita di un bambino con deficit.
- la sperimentazione della Assistenza Domiciliare Integrata in Puerperio (ADIP), erogata dalle strutture sanitarie in supporto alla dimissione precoce di madre e neonato.