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POLITICHE SOCIALI DELLA SARDEGNA
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Innovazione di sistema

La Regione Sardegna ha recepito l'innovazione della legge e ha operato con il massimo impegno per trovare il raccordo tra la Legge 285/97 e il più ampio orizzonte delle politiche statali e regionali per l'infanzia e l'adolescenza, con la realizzazione graduale sul territorio di patti educativi tra i vari livelli pubblici e i soggetti attivi della comunità locale che operano per i minori e le loro famiglie.

La legge 285 ha prodotto su larga scala il ripensamento complessivo delle caratteristiche culturali, operative e organizzative della politica sociale, ha rafforzato l'impegno della Regione e degli Enti locali, assieme ai Provveditorati agli Studi, alle ASL, ai Centri per la Giustizia Minorile, all'associazionismo e alle realtà del privato sociale, nel lavoro di programmazione e di progettazione dei servizi che, attraverso lo strumento dell'accordo di programma, ha permesso l'avvio di una nuova modalità di collaborazione territoriale tra soggetti pubblici.

Ha incentivato l'associazionismo tra gli Enti locali e tra Enti locali e i soggetti, rappresentanti sia il livello pubblico sia il terzo settore, al fine di sviluppare soluzioni progettuali e gestionali integrate nell'area dell'infanzia e dell'adolescenza; la messa in rete di competenze tra diversi soggetti istituzionali; la valorizzazione del protagonismo degli Enti locali nel ruolo di governo dell’insieme delle risorse presenti a livello territoriale, di superare la frammentarietà di dialogo dentro e tra le amministrazioni pubbliche.

Sostanzialmente la stessa legge ha posto le basi dell'attuale assetto organizzativo di "welfare" come delineato dalla L. 328/2000 e ha anticipato la prima sperimentazione dell'innovato sistema dei servizi integrati, privilegiando il miglioramento della qualità della vita dei minori e degli adolescenti attraverso nuovi legami intergenerazionali e il sostegno della funzione educativa della famiglia di cui si afferma la centralità.
Ha inoltre proposto una concezione del servizio non più funzionale solo ai bisogni del cittadino in difficoltà ma aperto alla universalità delle persone e alla promozione dei loro diritti.