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POLITICHE SOCIALI DELLA SARDEGNA
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Una nuova politica sociale

L'attuazione del Plus rappresenta una occasione importante per una profonda svolta culturale nell'organizzazione dei servizi alla persona, per le ricadute in termini di impegno degli enti titolari delle funzioni e per la necessità di ridefinire le modalità di lavoro e di organizzazione dei servizi sociali e sociosanitari.

Il percorso, seppur condiviso e sentito come improrogabile dai più, richiede nell'operare quotidiano un grosso cambiamento, sia di prassi sia di mentalità.
Dice infatti il Piano Sociale che per affrontare le sue peculiarità, la Regione Sardegna attua la strategia della programmazione integrata sviluppando negli otto ambiti di riferimento (ovvero nelle otto province), un'unica azione programmatoria, che vede cointeressati l'ambito sociale e l'azienda sanitaria. In questo modo la nuova programmazione locale potrà soddisfare al contempo i requisiti propri del programma delle attività territoriali (art. 3 quater, D.Lgs n. 229/1999) e del piano di zona (art. 19, legge n. 328/2000).

Attraverso il Plus, i Comuni e le Aziende sanitarie locali danno concreta attuazione alle strategie di pianificazione regionale e individuano le risposte appropriate ai bisogni locali. In particolare, in sede di prima realizzazione, il Piano locale unitario dei servizi dovrà fungere da percorso portante del cambiamento a livello locale, catalizzando l'attenzione di tutti i soggetti, istituzionali e sociali, e affrontando globalmente l'area degli interventi sociali e sociosanitari, fino ad interessare le politiche educative, del lavoro e abitative.

Normativa:
Legge Regionale del 23 dicembre 2005, n. 23
Legge Regionale del 25 gennaio 1988, n. 4