CAGLIARI, 20 MARZO 2008 - In questi giorni le aziende sanitarie locali della Sardegna stanno inviando una lettera alle famiglie dei pazienti disabili, a firma dell'assessore della Sanità Nerina Dirindin, per illustrare meglio il processo di riqualificazione dell'assistenza riabilitativa assicurata dal Servizio sanitario regionale.
Nel documento si precisa che le linee guida nazionali sulla riabilitazione sono state emanate dieci anni fa, senza che la Sardegna le adottasse, a differenza di quanto accaduto nelle altre regioni d'Italia. La riorganizzazione nella Regione sarà graduale e richiederà almeno due anni.
RiclassificazionePer ogni paziente, seguito nei Centri o assistito a casa, viene individuato un “progetto di riabilitazione”: insieme alla famiglia, al suo medico, agli operatori dei Centri e a quelli della Asl di appartenenza, vengono verificati gli interventi erogati fino ad ora e, laddove non sufficienti, vengono adeguati. Ogni progetto prevede un tempo di realizzazione ed un obiettivo da raggiungere: se non dovesse portare i risultati sperati, può essere modificato.
Finché il processo di riorganizzazione non sarà completato l'assistenza non cambierà e gli utenti non dovranno pagare nessuna somma in più rispetto a quanto accade oggi.
Anche dopo la conclusione del processo le prestazioni di tipo sanitario saranno gratuite. Per quanto riguarda le contribuzioni di tipo sociale la Regione ha previsto che l'eventuale contribuzione venga sostenuta dai Comuni, i quali a loro volta riceveranno maggiori risorse dalla Regione.
A regime, l'eventuale contribuzione riguarda solo le famiglie più abbienti, che saranno chiamate a compartecipare – sulla base delle loro effettive possibilità economiche e sempre insieme ai Comuni – alle spese per gli interventi di tipo assistenziale. Su questo punto l'Assessorato opera in stretto contatto con l'Anci – Assemblea nazionale di Comuni – e vigilerà perché non ci siano problemi o applicazioni distorte di quanto concordato.
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