Logo Regione Autonoma della Sardegna
POLITICHE SOCIALI DELLA SARDEGNA
sardegnasociale  ›  lotta al disagio  ›  detenzione e carceri  ›  donne carcerate

Donne carcerate

L'Ordinamento penitenziario prevede soluzioni particolari per le detenute madri. Per le gestanti è prevista l'assistenza specialistica di ostetricia e ginecologia. Per le detenute madri è permesso di tenere presso di se i figli fino all'età di tre anni. La donna madre detenuta ha un trattamento particolare dall'Ordinamento penitenziario. La donna detenuta che diventa madre in stato detentivo ha il diritto di non avere nella certificazione menzionato l'Istituto carcerario quale luogo di nascita del figlio. Questo può essere mantenuto presso la propria madre detenuta sino all'età di tre anni.

Nei tre anni di permanenza del minore nell'Istituto di detenzione della madre, al bambino sono assicurate attività ricreative e formative proprie della loro età e l'asilo nido. Tutto ciò può essere fruito dal bambino anche all'esterno, con l'accompagnamento a cura dei servizi pubblici territoriali e/o del volontariato.

Misure alternative alla detenzione
Le donne madri possono beneficiare di speciali misure alternative alla detenzione, previste dalla legge 8 marzo 2001, n. 40. Al fine di provvedere all'assistenza e cura dei propri figli minori di 10 anni, alle detenute può essere concessa la cosiddetta "detenzione domiciliare speciale", o altrimenti un particolare beneficio di assistenza all'esterno, sulla falsa riga del beneficio del lavoro all'esterno.
La stessa normativa ha previsto, inoltre, il differimento obbligatorio dell'esecuzione della pena fino a un anno di vita del neonato per il suo allattamento.
Questi benefici sono applicati anche ai padri detenuti in caso di decesso della madre o della sua impossibilità ad assistere il bambino. La concessione di tali benefici non è automatica, dovendo essere valutata caso per caso, in quanto subordinata all'assenza di un pericolo concreto di reiterazione del reato commesso.

Il numero di donne ristrette in carcere costituisce una minima percentuale dell'intera popolazione detenuta, specie se raffrontato con la popolazione maschile e i reati commessi generalmente si connotano per il minor tasso di pericolosità sociale. Si deve tenere presente che, in ogni caso, la permanenza dei bambini nelle strutture penitenziarie è legato soltanto ai tempi tecnici necessari per la concessione delle misure alternative alle madri detenute.

Normativa:
Legge 8 marzo 2001, n. 40

Link correlati:
Ministero della Giustizia